La Corte Europea per i diritti dell’uomo ha accolto il ricorso di una donna residente ad Abano Terme (Padova), a 30 minuti circa da qui, stabilendo che in ogni scuola dovrà essere tolto il Crocifisso. La motivazione è che il Crocifisso non rispetta la libertà di pensiero e religione. Siamo davvero caduti in basso. Prima di essere un simbolo di identità e cultura nazionali, Gesù in Croce è il simbolo dell’Amore estremo di un Dio che ci ama da sempre, un Dio fatto uomo che ci ama così tanto da aver dato la vita per ognuno di noi. Allora perché tirare in ballo la libertà di pensiero e di religione? Forse è un pretesto per escludere Dio e Gesù dalla vita degli uomini? Nella Costituzione dell’Unione Europea, guarda caso, non c’è il minimo accenno alle radici cristiane del continente, nonostante i frequenti e ripetuti appelli del Santo Padre. Allora noi cristiani dobbiamo indignarci di tale sentenza, reagire e far sentire la nostra voce. Il Crocifisso non è un simbolo che limita la libertà di pensiero e di religione. Tutt’altro! È il simbolo di un Amore smisurato di Dio per tutti gli uomini, un Amore che rende liberi. Perciò, anche noi cristiani facciamo sentire la nostra voce e diciamo NO a questa sentenza!
Emanuele Bianchi
giovedì 5 novembre 2009
Per intervenire...
Se avete voglia di intervenire su questo blog inviate una email a sialcrocifisso@gmail.com con oggetto: intervento blog. Selezioneremo i messaggi migliori che saranno pubblicati.
Stiamo crescendo di giorno in giorno il gruppo su facebook è vicino ai 50000 membri! Un ottimo risultato! Continuiamo così!
mercoledì 4 novembre 2009
Parlano di noi... articolo ilgazzettino.it e libero-news.it

http://www.ilgazzettino.it/articolo_app.php?id=23566&sez=NORDEST&npl=&desc_sez=
Da libero-news.it
E contro la sentenza di Strasburgo si è mobilitato anche il mondo dei social network. “Contro la sentenza ingiusta di Strasburgo, per il crocifisso nelle scuole!”: è il monito del nuovo gruppo di Facebook intitolato 'Si al crocifisso nelle scuole’, nato ieri, che ha già raccolto più di 24.000 membri. Commenti di varia natura, dal punto di vista storico, politico e culturale, e video scaricati da YouTube, come quello con alcune scene della Passione di Cristo, animano la bacheca del gruppo, inserito nella categoria generale dei gruppi studenteschi. Molte le discussioni collegate a 'Si al crocifisso nelle scuole’ che non solo contestano la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, ma che pongono al centro dell'attenzione anche altri temi attuali come l'insegnamento della religione. Tra i contributi degli utenti anche più di 80 link su notizie e siti sulla vicenda e, tra le info del gruppo, anche una rassegna stampa sulla sentenza. Oltre al gruppo sul social network, c'è un indirizzo mail da poter contattare: sial crocifisso@gmail.com.
http://www.libero-news.it/webeditorials/view/3422
Parlano di noi!
Crocefissi nelle scuole: la battaglia su Facebook
di Redazione
Milano - Crocefisso in aula no, crocefisso in aula sì. Su Facebook impazzano le reazioni alla decisione della Corte europea di Strasburgo che ha bocciato la presenza dei crocefissi nelle classi. Il più ricco di messaggi è il gruppo "Sì al crocifisso nelle scuole" che a metà giornata già contava oltre 14 mila membri e a seguire "Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani" che ha quasi 9.000 partecipanti. La maggioranza rivendica la tradizione cattolica e i valori storici da difendere, alcuni polemicamente contro immigrati e islam.
Maniere forti C’è anche chi è pronto a "piantare un coltello nella schiena" al primo che toglie un crocefisso e chi propone di uscire dall’Unione Europea. Uno si domanda se la Corte di Strasburgo non ha niente di meglio da fare, un altro ritiene che non abbia titolo per decidere la cultura di un paese, e un terzo invoca una nuova crociata. Non mancano voci che invitano a moderare il linguaggio, a intraprendere azioni pacifiche e perfino chi partecipa per difendere lo stato laico.
L'arma dell'ironia Poi c’è chi usa le armi dell’ironia: perché non oscurare le facciate delle chiese o togliere la croce sulla bandiera finlandese... In tanti invitano a lottare "per la difesa delle nostre tradizioni". Altri infine hanno dato vita a un nuovo gruppo dal titolo "No alla nuova legge: Corte Europea per diritti uomo dice no a crocefissi in classe": ma gli iscritti non sono moltissimi.
www.ilgiornale.it/interni/strasburgo_no_crocifisso_scuola_e_governo_italiano_faremo_ricorso/cronaca-corte_diritti_deluomo-crocefisso-strasburgo-soile_lautsi/03-11-2009/articolo-id=396125-page=0-comments=1
http://facebook-italia.blogspot.com/2009/11/crocefisso-nelle-scuole-italiane.html
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2009/11/03/256484-crocefisso_facebook.shtml
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49071girata.asp
di Redazione
Milano - Crocefisso in aula no, crocefisso in aula sì. Su Facebook impazzano le reazioni alla decisione della Corte europea di Strasburgo che ha bocciato la presenza dei crocefissi nelle classi. Il più ricco di messaggi è il gruppo "Sì al crocifisso nelle scuole" che a metà giornata già contava oltre 14 mila membri e a seguire "Tu stacchi il crocefisso dal muro? Io ti stacco le mani" che ha quasi 9.000 partecipanti. La maggioranza rivendica la tradizione cattolica e i valori storici da difendere, alcuni polemicamente contro immigrati e islam.
Maniere forti C’è anche chi è pronto a "piantare un coltello nella schiena" al primo che toglie un crocefisso e chi propone di uscire dall’Unione Europea. Uno si domanda se la Corte di Strasburgo non ha niente di meglio da fare, un altro ritiene che non abbia titolo per decidere la cultura di un paese, e un terzo invoca una nuova crociata. Non mancano voci che invitano a moderare il linguaggio, a intraprendere azioni pacifiche e perfino chi partecipa per difendere lo stato laico.
L'arma dell'ironia Poi c’è chi usa le armi dell’ironia: perché non oscurare le facciate delle chiese o togliere la croce sulla bandiera finlandese... In tanti invitano a lottare "per la difesa delle nostre tradizioni". Altri infine hanno dato vita a un nuovo gruppo dal titolo "No alla nuova legge: Corte Europea per diritti uomo dice no a crocefissi in classe": ma gli iscritti non sono moltissimi.
www.ilgiornale.it/interni/strasburgo_no_crocifisso_scuola_e_governo_italiano_faremo_ricorso/cronaca-corte_diritti_deluomo-crocefisso-strasburgo-soile_lautsi/03-11-2009/articolo-id=396125-page=0-comments=1
http://facebook-italia.blogspot.com/2009/11/crocefisso-nelle-scuole-italiane.html
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2009/11/03/256484-crocefisso_facebook.shtml
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49071girata.asp
Si al crocifisso nelle scuole!
Corte di Strasburgo: "Via crocifisso dalle aule"
Secondo quanto stabilito oggi dalla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “un violazione alla libertà di religione degli alunni”. La Corte era stata chiamata in causa da una cittadina italiana di origine finlandese, Soile Lautsi, che aveva chiesto la rimozione dei crocifissi nelle aule dell’istituto statale Vittoriano da Feltre di Abano Terme (Padova) dove erano iscritti i due figli. Per Strasburgo il crocefisso rappresenta una “violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convizioni” (Notizia su Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, Quotidiano.net, Il Giornale, L’Unità,Avvenire, Tgcom, RaiNews24)
Si al crocifisso nelle scuole! Perché?
È un segno che non discrimina ma unisce, non offende ma educa: fuori dalle chiese, in un ufficio pubblico come può essere una scuola, il crocifisso resta un riferimento alla fede per i cristiani, «ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata e assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile e intuibile (al pari d'ogni simbolo) valori civilmente rilevanti, e segnatamente quei valori che soggiacciono e ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile».
Ovvero «tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, riguardo alla sua libertà, autonomia della coscienza morale nei confronti dell'autorità, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione». Valori che «hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano». In questo senso «il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte "laico", diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni».
Con la sentenza numero 556/2006 del febbraio 2006 la sesta sezione del Consiglio di Stato presieduta da Giorgio Giovannini ha fissato alcuni punti fermi, in termini strettamente giuridici, in un dibattito, quello sulla libertà religiosa e sulla laicità della Repubblica italiana, troppo spesso ispirato da interpretazioni che gli stessi giudici hanno descritto come «ideologiche».
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=46921
Cosa vogliamo fare?
Vogliamo manifestare il nostro disappunto, vogliamo mostrare la nostra volontà di salvare la nostra identità. Per fare ciò ci stiamo attivando con:
Gruppo su Facebook Si al crocifisso nelle scuole!
Partecipando alla petizione indetta da Il tempo:
L'appello: giù le mani dal Crocifisso
Centinaia di adesioni: ecco nomi
La Corte dei Diritti dell'Uomo: "Via dalle aule". Pronto il ricorso del governo.
Parte la raccolta di firme a difesa del simbolo. Per aderire CLICCA QUI.
"Il Tempo" si mobilita per difendere l’esposizione del crocifisso nelle scuole. Il governo italiano ha deciso di ricorrere tempestivamente contro la sentenza di Strasburgo: ma questa non può che essere una prima mossa istituzionale per difendere un simbolo di portata universale e alla base dei nostri valori.
Chiedo al governo e al Parlamento l’adozione di misure esecutive e legislative che tutelino l’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche del nostro Paese. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha negato al simbolo della Croce il valore di accoglienza, tolleranza, rispetto reciproco, protezione della persona, che sono radici della cultura e del comune sentire degli italiani. La laicità e la libertà di culto vengono garantite dalla nostra Costituzione: ma questo non può consentire la mortificazione di quel Cristo che trascende con la Sua figura universale il puro ambito religioso.
I lettori possono aderire all’appello rivolto dal giornale all’organo esecutivo e a quello legislativo inviando una mail indicando nome e cognome oppure tramite fax al numero 06-67588279 o infine digitando un sms (al normale costo dell’operatore telefonico d’origine) al 339.63.04.994. Le firme verranno raccolte e presentate alle autorità istituzionali: una selezione dei messaggi verrà anche pubblicata, nei prossimi giorni, sulle pagine del quotidiano e nel sito internet.
Secondo quanto stabilito oggi dalla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce “un violazione alla libertà di religione degli alunni”. La Corte era stata chiamata in causa da una cittadina italiana di origine finlandese, Soile Lautsi, che aveva chiesto la rimozione dei crocifissi nelle aule dell’istituto statale Vittoriano da Feltre di Abano Terme (Padova) dove erano iscritti i due figli. Per Strasburgo il crocefisso rappresenta una “violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convizioni” (Notizia su Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, Quotidiano.net, Il Giornale, L’Unità,Avvenire, Tgcom, RaiNews24)
Si al crocifisso nelle scuole! Perché?
È un segno che non discrimina ma unisce, non offende ma educa: fuori dalle chiese, in un ufficio pubblico come può essere una scuola, il crocifisso resta un riferimento alla fede per i cristiani, «ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata e assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile e intuibile (al pari d'ogni simbolo) valori civilmente rilevanti, e segnatamente quei valori che soggiacciono e ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile».
Ovvero «tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, riguardo alla sua libertà, autonomia della coscienza morale nei confronti dell'autorità, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione». Valori che «hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano». In questo senso «il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte "laico", diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni».
Con la sentenza numero 556/2006 del febbraio 2006 la sesta sezione del Consiglio di Stato presieduta da Giorgio Giovannini ha fissato alcuni punti fermi, in termini strettamente giuridici, in un dibattito, quello sulla libertà religiosa e sulla laicità della Repubblica italiana, troppo spesso ispirato da interpretazioni che gli stessi giudici hanno descritto come «ideologiche».
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=46921
Cosa vogliamo fare?
Vogliamo manifestare il nostro disappunto, vogliamo mostrare la nostra volontà di salvare la nostra identità. Per fare ciò ci stiamo attivando con:
Gruppo su Facebook Si al crocifisso nelle scuole!
Partecipando alla petizione indetta da Il tempo:
L'appello: giù le mani dal Crocifisso
Centinaia di adesioni: ecco nomi
La Corte dei Diritti dell'Uomo: "Via dalle aule". Pronto il ricorso del governo.
Parte la raccolta di firme a difesa del simbolo. Per aderire CLICCA QUI.
"Il Tempo" si mobilita per difendere l’esposizione del crocifisso nelle scuole. Il governo italiano ha deciso di ricorrere tempestivamente contro la sentenza di Strasburgo: ma questa non può che essere una prima mossa istituzionale per difendere un simbolo di portata universale e alla base dei nostri valori.
Chiedo al governo e al Parlamento l’adozione di misure esecutive e legislative che tutelino l’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche del nostro Paese. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha negato al simbolo della Croce il valore di accoglienza, tolleranza, rispetto reciproco, protezione della persona, che sono radici della cultura e del comune sentire degli italiani. La laicità e la libertà di culto vengono garantite dalla nostra Costituzione: ma questo non può consentire la mortificazione di quel Cristo che trascende con la Sua figura universale il puro ambito religioso.
I lettori possono aderire all’appello rivolto dal giornale all’organo esecutivo e a quello legislativo inviando una mail indicando nome e cognome oppure tramite fax al numero 06-67588279 o infine digitando un sms (al normale costo dell’operatore telefonico d’origine) al 339.63.04.994. Le firme verranno raccolte e presentate alle autorità istituzionali: una selezione dei messaggi verrà anche pubblicata, nei prossimi giorni, sulle pagine del quotidiano e nel sito internet.
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